Campagna Italiana Contro le Mine - ONLUS
Da 10 anni la Campagna coordina le attività di associazioni e ONG per mettere fine all’uso delle mine ed alleviare le loro conseguenze umanitarie.
Primary web addresses
http://www.campagnamine.org
Email
simona@campagnamine.org
Main Address
Via Nizza 154 - 00198 Roma
Country
Italy
Main Telephone
+39 06 85800693
Joined OneWorld
10/23/2003
Features
03/02/2007
"A otto anni dall’entrata in vigore, il 1 marzo 1999, del Trattato per la messa al bando delle mine antipersona, il bilancio sulle azioni intraprese e sugli effetti del Trattato è indubbiamente positivo" - riporta la Campagna italiana contro le mine. "Più dei 3/4 delle nazioni del mondo - 153 stati - hanno aderito al Trattato di Ottawa che vieta l’uso, la produzione, il trasferimento e lo stoccaggio di mine antipersona e stabilisce la distruzione di tutti gli stock entro quattro anni e la bonifica di tutte le aree minate in dieci anni dall’adesione. Tuttavia ancora 40 stati tra cui Cina, India, Israele, Russia, Stati Uniti e Pakistan e la maggior parte degli stati del Medio Oriente, non hanno aderito al Trattato. La Campagna italiana è impegnata nella coalizione mondiale per la messa al bando delle "cluster bombs". La scorsa settimana 46 Governi hanno siglato ad Oslo una dichiarazione d'intenti che li impegna entro il 2008 a concludere un nuovo Trattato che proibisca "l'uso, la produzione, la vendita e le scorte di cluster bombs".
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12/01/2006
Ieri 30 novembre è stato presentato in una Conferenza stampa il disegno di legge (Ddl) bipartisan di 37 senatori e 120 deputati per la messa al bando delle cluster bombs in Italia. Il Ddl modifica la legge 374/97 (per la messa al bando delle mine antipersona) e ne estende gli effetti alle munizioni cluster, ordigni che colpiscono prevalentemente la popolazione civile. L’Italia è uno degli almeno 57 Paesi al mondo che hanno nei propri arsenali munizioni cluster, definizione che comprende sia le bombe d’aereo che munizioni più piccole d’artiglieria. La richiesta della messa la bando delle cluster bomb nasce da una Coalizione internazionale composta da più di 115 organizzazioni della società civile che, con una campagna che ha preso il via nel novembre del 2003, ha chiesto la cessazione dell’uso, della produzione e del commercio di queste armi, e l’assunzione di responsabilità da parte degli utilizzatori per la bonifica dei territori colpiti e l’assistenza alle vittime.
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11/13/2006
In una sola settimana è salito a 24 il gruppo di stati che durante la Conferenza sulle armi convenzionali in corso a Ginevra chiede un nuovo negoziato per un Trattato internazionale sulle munizioni cluster. Tutti concordano, infatti, che il nuovo accordo che entrerà in vigore sugli ordigni inesplosi (Esplosive remnants of war - ERW) non risolve sufficientemente il problema delle munizioni cluster. La Campagna Italiana contro le Mine e la Rete per il Disarmo esprimono la loro soddisfazione per l’entrata in vigore del V Protocollo che obbliga gli Stati a dare informazioni sugli ordigni inesplosi e a bonificare le aree colpite. "Protocollo che l’Italia non ha ancora ratificato- ricorda Giuseppe Schiavello - direttore della Campagna Italiana. Nonostante le dichiarazioni, l’Italia ha perso l’opportunità di ratificare protocollo prima della sua entrata in vigore e di dare un segnale deciso rispetto alle politiche del disarmo". Questo strumento, comunque, non è sufficiente in quanto non contiene specifici obblighi sulle munizioni cluster, per questo occorre un Trattato che le includa.
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Image: Cluster bombs (Bombe a grappolo)



